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Problematico l’accesso alla salute per le persone transgender

Di 4 Agosto 2019Nessun commento

Nota pubblicata sul giornale Alto Adige in risposta all’articolo apparso sullo stesso, riguardo i controlli in corso per un numero “insolitamente alto” di interventi alle corde vocali eseguiti a spese del servizio sanitario provinciale su pazienti transgender nel reparto di Otorinolaringoiatria dell’ospedale San Maurizio di Bolzano ed interventi di rinoplastica.

“Si tratta di un tema delicato” dice Arianna Fiumefreddo, responsabile della Rete ELGBTQI+ del Trentino Alto Adige e vicepresidente di Centaurus “perché interviene sull’accesso alla salute delle persone transgender, problematico per lo scarso riconoscimento dei bisogni di salute che non si riducono alla terapia ormonale crossgender ed alla riassegnazione chirurgica del sesso, ma hanno a che fare anche con quegli interventi che facilitano la ri-appropriazione del corpo e che in questo modo riducono disagio personale e sociale facilitandone l’inclusione nei contesti di vita. Alcuni interventi – continua Fiumefreddo – non rientrano nei Lea (Livelli essenziali di assistenza), ovvero le prestazioni che il Servizio sanitario è tenuto a fornire a tutti i cittadini, ma è possibile che a fronte di un certificato stato di disagio psicologico significativo e ad altre condizioni di natura legale (il riconoscimento dell’identità di genere di arrivo) sia possibile valutare di riconoscere prestazioni normalmente extra-Lea a condizioni simili, chiaramente in trasparenza e debitamente autorizzate dalle aziende sanitarie.
Voglio invece sottolineare che c’è ancora una cultura che ritiene la transizione di genere medicalizzata come un mero fatto estetico, un capriccio individuale, che ancora oggi esprime la volontà di ignorare come invece la medicalizzazione del corpo per alcune persone transgender risponda a un bisogno profondo, che non può essere espulso dal sistema sanitario pubblico. Ecco, il rischio di verifiche simili in ospedale è che passi il messaggio di “abusivismo” delle legittime richieste di salute delle persone trans, che con questa nota voglio esorcizzare.”